Mariano Viola

Due Anni di Iperstudio

Sono passati esattamente due anni da quando io e Marco ci incontrammo per discutere di un nuovo progetto. Quello che segue ripercorre la genesi di Iperstudio e i suoi possibili sviluppi futuri.

Un progetto radicale

Iperstudio è un progetto radicale, ed ogni riferimento non è puramente casuale. Radicale significa molte cose, l’intima essenza di qualcosa, un’operazione matematica, la parte di una parola o, per chi conosce la storia del secondo dopoguerra italiano, dei movimenti artistici e politici che senza troppo clamore, sono riusciti a insediare in momenti storici nodali, idee reagenti e rispondenti alle esigenze della società, idee capaci di avere un impatto positivo su di essa nonostante la diffidenza o l’impreparazione ad accoglierle dei più.

Per Iperstudio, radicale ha lo stesso significato, insediare e praticare idee, idee capaci di reagire al presente nell’ambito che più ci appassiona, lavorare con e per il web. Non a caso, ipertesto e Iperstudio condividono la stessa radice, nell’uno sono messi in relazione e associati documenti attraverso dei collegamenti ipertestuali, nell’altro, ad essere associati attraverso intenti comuni, sono invece dei designer.

Iperstudio dunque, nasce con l’intento di ripristinare forme di mutualismo progettuale in un contesto storico in cui l’inaccessibilità a forme di associazione istituzionalizzate, porta inevitabilmente i designer al bellum omnium contra omnes, all’agire solitario e alla conseguente frustrazione di non riuscire a far fronte alle richieste di velocità e complessità progettuale e tecnologica che caratterizzano il design e lo sviluppo web di questi ultimi anni.

Tutto ciò si è tradotto in sostanza nella condivisione del lavoro, degli strumenti, dei mezzi di comunicazione e nella possibilita di lavorare insieme come se fossimo nel medesimo luogo fisico nonostante viviamo in luoghi diversi. Nell’arco di due anni siamo riusciti a costruire un iperstudio usando esclusivamente competenze e risorse a nostra disposizione.

Progettare spazi

Progettare un sito può essere tanto complesso quanto progettare e organizzare uno spazio, e in questo senso, l’architettura sembra condividere molti aspetti con il web design. Lavorare con il web infatti, significa lavorare con un particolare tipo di spazio, uno spazio in cui quello che si progetta è da collocarle, rendere accessibile e da mettere in relazione con l’esistente.

Ogni volta che pubblichiamo un sito è come se collocassimo una nuova abitazione in una megalopoli, assumendoci tutte le responsabilità che questo comporta. Oltre che dotare i nostri clienti di un luogo che favorisca la loro comunicazione e la condivisione di informazioni, cerchiamo anche di migliorare o preservare, le condizioni dell’intera comunità in cui esso verrà posto.

Oltre a ciò–continuado ad abusare dei punti in comune tra web design e architettura–un architetto dovrebbe essere consapevole del fatto che le persone non possono vivere perennemente in un luogo pubblico, e per questo disporre delle conoscenze necessarie per progettare spazi privati. Lo stesso architetto dovrebbe sapere che non si possono usare gli stessi materiali e le stesse tecniche di costruzione per uno stadio, una casa o un ospedale.

L’architetto, così come il designer che progetta per il web, deve essere quindi in grado comprendere e interpretare la tecnologia, i materiali, le loro caratteristiche, l’uso per cui sono stati sviluppati, il contesto in cui verrano assemblati, l’impatto che questi possono avere a livello sociale e ambientale.

Quello che abbiamo provato a fare in questi due anni di Iperstudio è stato rispondere a tali propositi, all’adozione della tecnica a servizio della progettazione, cercando e trovando soluzioni tecniche semplici per problemi semplici. A nostro avviso, il valore di un progetto web risiederà sempre meno nella sua tecnologia, soprattutto in un momento storico in cui i materiali e gli strumenti per lo sviluppo diventano sempre più beni indifferenziati.

Un progetto ancora da consolidare

In soli due anni abbiamo messo in piedi uno studio e realizzato progetti di cui non possiamo che andare fieri, a questo punto non ci resta che guardare al futuro. Il nostro obbiettivo principale per il 2017 è quello di consolidare quello che abbiamo fatto fin ad ora. Non c’è niente da stravolgere ma solo da migliorare, nell’intento di far convergere i principi della progettazione architettonica con quelli del disegno industriale e alla produzione di serie.

La lista delle cose da fare è molto più lunga e articolata ma in essenza, questi sono gli obiettivi che ci siamo prefissati:

Non ultimo, continueremo a lavorare con e per il web perché se é vero che la condivisione di informazioni, così come l’organizzazione dello spazio sono necessità innate degli uomini, in questo momento il web ci sembra l’unico spazio in cui vale la pena investire.